Niente tasse IMU e TASI per le Scuole Private

Da un articolo di Carcano pubblicato da Micromega.

 

 

UAAR – Renzi e la scuola: annunci pubblici e vizi privati

uaarDopo Berlusconi, persino Alfano ha dato il via libera a una legge che riconosca le unioni civili gay. Una conferma che il clima è cambiato: essere clericale non va più di moda, non si porta più. Il cambiamento porta però con sé un indesiderato effetto collaterale: la privatizzazione del clericalismo. Si continua a coltivare il vizio nell’ombra, con il vantaggio non da poco che non va nemmeno confessato. Lo si coltiva insieme al confessore.

Viene da pensarlo, leggendo alcune notizie di questi giorni. Grande enfasi è stata posta sul piano di edilizia scolastica voluto da Renzi. Annunci roboanti: sarà speso più di un miliardo per effettuare lavori in una scuola su due. I lavori sono stati immaginificamente suddivisi in tre tipologie: #scuolenuove, #scuolesicure, #scuolebelle. Tutto molto bello, in effetti. Pare che ci sia persino una copertura finanziaria.

Nel contempo, però, il governo si è stranamente dimenticato (nonostante le rassicurazioni) della possibilità di attingere all’Otto per Mille di competenza statale. Il termine per i Comuni per presentare le domande è il 30 settembre, ma non è ancora stato emanato il regolamento, né è stata fatta alcuna propaganda in merito alla possibilità di utilizzarne una quota per l’edilizia scolastica, come chiesto dall’Uaar. Il tempo delle dichiarazioni dei redditi è ormai passato per tutti: un’occasione sprecata. A tutto vantaggio delle scelte a favore della Chiesa cattolica, il competitor dello Stato con cui lo Stato non vuol competere.

Dal canto suo, il 26 giugno il Ministero dell’Economia e delle finanze ha emanato un decreto con cui, nei fatti, esenta le scuole cattoliche dal pagamento dell’Imu e della Tasi. Non è scritto esplicitamente, farebbe brutto. È nascosto tra le pieghe del regolamento, che per godere dell’esenzione è stata introdotta una soglia di rette pro-capite da non superare. E che non sarà superata: a parte quelle per figli di vip che si beano di far pagare rette mostruose, gran parte delle altre scuole private (per due terzi cattoliche) si situano sotto. E le poche che non ci stanno le abbasseranno poco sotto l’asticella. Qualcuna magari le alzerà fin poco sotto l’asticella. Il gioco vale la candela accesa per san Matteo.

Un regolamento non approvato dimenticato da tutti, un nuovo regolamento astruso celato a molti. Si vergognano dei loro vizi privati e fanno di tutto per nasconderli. Non diversamente si comporta la ministra dell’istruzione (ormai non più pubblica), Stefania Giannini. Che ha adottato una variante: spacciare il proprio vizio per una diversa virtù. Il problema è che è difficile, veramente difficile scambiare un ubriaco per un sommelier. La ministra, abbandonata dagli elettori, si aggira come un’anima in pena per le sette chiese, anzi, per i sette mass media cattolici (Radio Vaticana, Tv2000, Tempi…) ripetendo che “la scuola privata fa risparmiare allo Stato sei miliardi ogni anno”. Mera amplificazione della vulgata cattolica, che non sta in piedi ed è stata ormai smentita anche dalla Fondazione Agnelli.

Nel libro Sua Santità Gianluigi Nuzzi rese note le relazioni segrete tra il governo Berlusconi e i vertici dello Ior per non far pagare l’Ici alla Chiesa. Cambiano i governi, cambiano i papi, cambiano persino le tasse, ma la musica rimane sempre la stessa: paga Pantalone, la Tonaca no. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano disposte a tollerare qualunque legge sgradita, ma non vogliono in alcun modo rinunciare ad alleggerire le esauste casse pubbliche per parecchi miliardi ogni anno. Di non negoziabile, per i vescovi, sembrano rimasti pochi valori: quelli mobiliari.

Raffaele Carcano, segretario Uaar – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

(9 luglio 2014)

 

 

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