DEPOSITATA IN REGIONE UNA RISOLUZIONE PER LE SALE DEL SILENZIO

Finalmente dopo tanto insistere, anche da parte della UAAR, alcuni Consiglieri di maggioranza (PD) hanno fatto una interpellanza alla Regione perchè si impegni ad istituire in tutti gli ospedali presenti in Emilia Romagna, una sala dedicata “al silenzio”. Ciò in conformità a quanto previsto per tutte quelle persone che non sono cattoliche ma appartenenti a confessioni religiose diverse e  non credenti.

E’ stata depositata la richiesta e ora si attende la discussione in Aula e relativa decisione.

 

Ecco la richiesta:

 

 

UAAR Risoluzione Regione E.RUAAR Risoluzione Regione E.R_01UAAR Risoluzione Regione E.R_02UAAR Risoluzione Regione E.R_03

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CATTOLICI IN CALO

Un bell’articolo che , anche se limitato nel numero di persone intervistate, la dice lunga sulla realtà della situazione nel nostro Paese: i cattolici sono in calo. Ovvio che le gerarchie vaticane siano in allarme e, nonostante l’appoggio incondizionato dei mass media, ricorrono a tutti gli stratagemmi per impedirlo. Sta a noi, non credenti , far capire alla gente che non esistono miracoli o divinità, ma solo il libero arbitrio e il libero pensiero.

 

Cattolici ma non troppo, l’Italia dei giovani non crede più

Una ricerca di Franco Garelli sulla religiosità tra i 18 e i 29 anni. Il fenomeno è più diffuso al Nord e tra quanti hanno frequentato l’università

Secondo la ricerca Eurisko su un campione di 1500 giovani, nel 2015 gli atei dichiarati erano il 28% (il 23% nel 2007); quelli che credono solo per tradizione famigliare il 36,3%, ma di questi il 22% afferma di non credere davvero in Dio

31/07/2016
andrea tornielli

Nel nostro paese Piccoli atei crescono. S’intitola così la ricerca curata dal sociologo Franco Garelli sulla religiosità degli italiani con età compresa tra i 18 e i 29 anni (Il Mulino, pp. 231, € 16). I risultati attestano che, in effetti, la secolarizzazione avanza tra i giovani del Belpaese, pur avendo ricevuto questi ultimi, per oltre il 90%, battesimo e prima comunione, e per il 77%, la cresima. L’Italia, un tempo «cattolicissima», è dunque ancora densamente popolata di battezzati sempre meno evangelizzati.

 

La ricerca, realizzata da Eurisko su un campione di circa 1500 giovani, è interessante sotto vari aspetti. Il 72% degli intervistati dichiara di credere in Dio (anche se ormai la fede intermittente prevale su quella certa); oltre il 70% si definisce in qualche modo «cattolico»; circa un giovane su quattro (27%) afferma di pregare alcune volte la settimana o più. Il dato sulla frequenza settimanale ai riti è decisamente più basso, coinvolgendo il 13% dei giovani (a cui segue un 12% che vi partecipa almeno una volta al mese), pur risultando il migliore nel panorama europeo. Siamo di fronte a una generazione ancora complessivamente «cattolica», osserva Garelli. Non si può pertanto parlare di un tracollo religioso, quanto piuttosto di una prosecuzione della «secolarizzazione dolce».

 

Perché allora quel titolo? Lo spiega il dato dei giovani non credenti, cresciuto di ben cinque punti percentuali in pochi anni: sono passati dal 23% del 2007 al 28% del 2015. I non credenti sono ormai uno dei gruppi più numerosi che si ottengono distinguendo i giovani a seconda del loro rapporto con la religione. Sono più dei «credenti convinti e attivi», ormai ridotti a una piccola minoranza del 10,5%. E sono più numerosi anche dei «credenti non sempre o poco praticanti», che rappresentano uno degli stili religiosi più diffusi nella nazione. I «piccoli atei» risultano secondi soltanto a un altro stile religioso in voga tra gli adulti ma anche tra i giovani: quello dei «credenti per tradizione e educazione» (36,3%), quanti cioè credono più per ragioni ambientali o anagrafiche o familiari che per motivi religiosi o spirituali. Vale inoltre la pena sottolineare che ben il 22% di questi «cattolici per tradizione e educazione» afferma in realtà di non credere in Dio, rientrando quindi in quella singolare forma religiosa che va sotto il nome di «appartenenza senza credenza». Se si sommano i non credenti dichiarati ai credenti per tradizione che però ammettono di non credere in Dio, si può concludere che i non credenti a livello giovanile siano oltre un terzo del totale.

 

Questi giovani non credenti sembrano rappresentare, osserva Garelli, «l’avanguardia moderna dell’Italia giovane, essendo maggiormente presenti nelle zone geografiche più dinamiche e produttive, tra quanti hanno un’istruzione elevata e nelle famiglie di medio-buona condizione socioculturale». Ad esempio, l’ateismo o l’indifferenza religiosa coinvolgono il 37% dei giovani del Nord, rispetto al 21% dei giovani del Mezzogiorno; e il 37% dei giovani che ancora studiano o hanno frequentato l’università, rispetto al 27% di quanti già lavorano e al 20% di chi non lavora.

 

La ricerca fa anche emergere una significativa difficoltà nel trasmettere ai figli la propria fede, specialmente quando è convinta e praticata. Al contrario, ateismo o religiosità soft si trasmettono più facilmente. Più della metà delle famiglie i cui genitori sono non credenti, infatti, hanno figli non credenti. E più della metà delle famiglie caratterizzate da un cattolicesimo culturale e poco religioso hanno figli che si riconoscono in questa stessa matrice religiosa.

 

Diversa è invece la situazione delle famiglie che si identificano in un cattolicesimo convinto e attivo. Solo il 22% di queste ha figli che si dichiarano «cattolici convinti e attivi». Tendenze, spiega Garelli, dalle quali si potrebbe concludere che le famiglie distanti da una prospettiva di fede hanno più probabilità delle famiglie religiosamente impegnate di trasmettere ai figli il proprio orientamento culturale. Sembra dunque più facile trasmettere da una generazione all’altra la «non credenza» o una «credenza debole» che un orientamento religioso più impegnato.

 

 

Cattolici ma non troppo, l’Italia dei giovani non crede più - La Stampa

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PRIDE 2016 BOLOGNA

 

Il PRIDE che si è svolto a Bologna il 25/6/2016 è stato molto partecipato con diverse migliaia di persone, piene di vivacità, colori e tanta tanta gioia e musica.

Ecco alcune foto:

 

 

 

 

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SENTENZA STORICA

Finalmente una sentenza storica da parte di un Tribunale della Repubblica che condanna una scuola privata cattolica per discriminazione sessuale, nei confronti di una docente sospesa perchè omosessuale. Ecco il testo tratto da “REPUBBLICA-ONLINE”

 
Trento, scuola condannata per discriminazione sessuale

Sentenza storica perchè riguarderebbe anche un caso di discrimazione collettiva, oltre ad essere il primo caso di sanzione per disparità sessuale verso un’insegnante convivente con una donna. L’istituto le aveva chiesto di “risolvere il problema”

Trento, scuola condannata per discriminazione sessuale
Una scuola cattolica non può discriminare per orientamento sessuale. A stabilirlo è stato il Tribunale di Rovereto che ha condannato l’Istituto paritario Sacro Cuore di Trento per “discriminazione nei confronti di un’insegnante”. Alla donna era stato chiesto di smentire delle voci per le quali avrebbe intrattenuto una convivenza sentimentale con un’altra donna. La sentenza è storica perchè sarebbe “il primo caso di condanna mai pronunciata per discriminazione sessuale e la seconda per discriminazione collettiva”.

Cosa era accaduto nei dettagli? Al rifiuto della prof di accettare ingerenze nella propria vita privata da parte del datore di lavoro, il dirigente dell’Istituto le aveva almeno chiesto di impegnarsi a “risolvere il problema”. “La proposta aveva suscitato l’indignazione della docente – racconta l’avvocato Alexander Schuster – la quale non era stata riassunta e aveva perso il diritto ad ottenere la conversione del proprio contratto in un rapporto a tempo indeterminato”.

Il giudice di Rovereto “riconosce come l’istituto cambiò nel giro di pochi giorni la propria versione dei fatti più volte inclusa quella diffamatoria per la quale l’insegnante nel l’insegnante avrebbe turbato i propri alunni con discorsi inappropiati sul sesso”. Il giudice ha inoltre accolto le domande della Cgil del Trentino e dell’Associazione radicale Certi diritti di accertare “il carattere di discriminazione collettiva delle diverse dichiarazioni rilasciate dall’Istituto con le quali si rivendicava il diritto di non assumere persone omosessuali, ritenute inidonee ad avere contatti con minori”.

L’Istituto Sacro cuore è stato così condannato a risarcire 25.000 euro alla docente per danni patrimoniali e non patrimoniali e 1.500 euro a ciascuna delle organizzazioni ricorrenti. “E’ il primo caso di condanna mai pronunciata per discriminazione individuale per orientamento sessuale e la seconda per discriminazione collettiva – sottolinea l’avvocato Schuster – si tratta della prima sentenza che condanna per discriminazione un’organizzazione di tendenza dopo l’entrata in vigore della normativa antidiscriminatoria del 2003”.

L’insegnante ha commentato: “Nel tentativo di difendersi l’istituto mi aveva accusato di aver turbato gli studenti con discorsi inopportuni sulla sessualità. Ora lo Stato italiano garantisce il diritto mio e di ogni persona a non essere discriminata”.

Il segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti (Uaar) ha aggiunto: “Si tratta di una sentenza importante che ribadisce come il diritto alla libertà di religione non significhi “diritto” a discriminare. Un concetto che nel nostro Paese è bene ripetere spesso”.

 

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/06/23/news/trento_scuola_condannata_discriminazione_sessuale-142641134/

 

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PRIDE 2016 A BOLOGNA

Il Circolo UAAR di Ravenna, aderisce e partecipa al PRIDE 2016 che si terrà a Bologna sabato 25/6/2016 a partire dalle ore 15,00 con ritrovo al Parco del Cavaticcio in via Don Minzoni 18.

Successivamente alle ore 16,00 partirà un corteo. L’evento si svolgerà per le strade della città, investendola di colori, striscioni, bandiere, musica e balli e terminerà alle ore 20,00.

qui il link:http://www.bolognapride.it/evento/pride-libera-tutt-il-corteo-per-le-strade-di-bologna/

Chi fosse interessato, può contattarci scrivendo a : ravenna@uaar.it

 

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LAIK AID A LUGO

Ritorna la nostra mostra di opere d’arte con un’esposizione a Lugo dall’11/6/2016 fino  al 19/6/2016, a sostegno delle nostre iniziative e in difesa della laicità dello Stato.

L’inaugurazione ci sarà sabato 11/6/2016 alle ore 18,00 presso la Galleria Temporanea di via Foro Boario 75.  L’ingresso è libero e aperto a tutt*.  Ai partecipanti sarà offerto un buffet.

Ricordiamo inoltre che nell’ambito della mostra, venerdì 17/6/2016 alle ore 20,45 ci sarà una conversazione informale sulla libertà di espressione, cui parteciperanno fra gli altri Roberto Brunelli collezionista, critico e scrittore e Xante Battaglia, artista e docente presso l’Accademia di Brera. Ingresso libero.

Qui la locandina

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Alcune foto LAIK-AID 13 giugno 2016 LugoLAIK-AID Lugo 2016Laik-Aid  2016 a LugoLugo 13 giugno Laik-AidLugo- Laik-Aid 2016Lugo Laik-Aid giugno 2016

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RESOCONTO RIUNIONE DELL’ 8/6/2016

Gentile amica/o, di seguito il report della riunione di circolo dell’ 8/6/2016:

Inizio ore 21,00                  Presenti 7 soci: Giovanna, Tamara, Valeria, Tamp, Ted, Franco e Claudio
Presidente dell’Assemblea: Claudio Pagnani
Verbalizzante:  Giovanna Montanari

1)  Laik Aid.  Si conferma la mostra di opere d’arte a sostegno delle nostre attività, che si farà a Lugo dal 11/6/2016 al 19/6/2016.
Pertanto sabato 11/6/2016 alle ore 18,00 in via Foro Boario 75 a Lugo, ci sarà l’inaugurazione, cui tutt*  coloro che vorranno, sono invitati a partecipare.
L’ingresso è gratuito , aperto a tutti e  al termine sarà offerto un buffet.
Informiamo inoltre che nell’ambito di questa mostra, venerdì 17/6/2016 alle ore 20,45 ci sarà una conversazione informale sulla libertà di espressione, cui parteciperanno fra gli altri Roberto Brunelli, collezionista, critico e scrittore e Xante Battaglia, artista e docente presso l’Accademia di Brera. Ovviamente sempre ingresso gratuito.  (v. all.locandina )

2) Pride 2016. Si conferma la nostra adesione e partecipazione al PRIDE 2016 che si farà a Bologna sabato 25/6/2016. Il luogo di ritrovo è presso il Parco del Cavaticcio in via Don Minzoni 18 dalle ore 15,00.
Questo il link:   http://www.bolognapride.it/evento/pride-libera-tutt-il-corteo-per-le-strade-di-bologna/

La riunione termina alle ore 23,15 e ci si aggiorna a settembre, augurando a tutt* una buona estate.

Il Presidente:  Claudio Pagnani
La Verbalizzante: Giovanna Montanari

Mail: ravenna@uaar.it
Web: http://ravenna.uaar.it
FB: www.facebook.com/groups/107033765983683/
Mostra Opere d’Arte: www.Laik-Aid.it
LAIK AID 2016-laikaid

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RIUNIONE CIRCOLO DEL 8/6/2016

 

Gentile amica/o, comunico la riunione mensile del nostro circolo presso l’Arci di via G. Rasponi 5 a Ravenna , alle ore 21,00  di mercoledì 8/06/2016 con il seguente O.d.G.

1) Partecipazione al PRIDE 2016 di Bologna.
2) Aggiornamenti per il  Laik-Aid a Lugo
3) Pranzo e/o cena per i  saluti prima della pausa estiva
4) Varie

Cordiali saluti.
Claudio Pagnani

Mail: ravenna@uaar.it
Web: http://ravenna.uaar.it
FB: www.facebook.com/groups/107033765983683/
Mostra Opere D’Arte: www.Laik-Aid.it

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AUMENTANO LE RICHIESTE DI SBATTEZZO

Di seguito l’intervista rilasciata all’ADN Kronos da parte di Adele Orioli in merito all’andamento delle richieste di sbattezzo.

 

E’ boom di sbattezzati. Non si ferma la tendenza a chiedere lo sbattezzo anzi, stando ai dati forniti dall’Uaar (Unione degli atei e agnostici razionalisti) sono in costante aumento quanti si rivolgono al sacerdote della parrocchia presso la quale si sono battezzati per dare l’addio alla Chiesa. “Le statistiche parlano chiaro – afferma all’Adnkronos Adele Orioli, portavoce dell’Uaar – e, in base ai moduli che continuano ad arrivare, non è un azzardo parlare di vero e proprio record di richieste di ‘sbattezzo’. Si registrano picchi in corrispondenza di determinati scandali: ad esempio con la vicenda di Eluana Englaro furono davvero in tanti a dare l’addio alla Chiesa cattolica”. Colpa della “secolarizzazione galoppante”, denuncia il teologo Paolo Ricca.

Un trend “in costante crescita”, per dirla con l’Unione che raggruppa atei e agnostici che consente anche di fare un identikit di chi dà l’addio alla Chiesa. “Si registra una disaffezione soprattutto tra le giovani generazioni – sottolinea Orioli – il che è soprattutto indice di una presa di distanza da imposizioni che avvengono in un’età inconsapevole”.

I moduli per fare la richiesta di sbattezzo al parroco sono scaricabili dal sito dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti e sul sito sbattezzati.it nel quale c’è una mappa che dà l’idea della disaffezione che si registra. La Lombardia in questi anni ha registrato 515 richieste di sbattezzo; 370 nel Lazio, in Calabria ce ne sono state 88; duecento in Campania. Sono arrivate anche undici richieste di battezzo da persone che erano state battezzate all’interno dello Stato vaticano.

“I singoli avvenimenti, penso ad esempio a Vatileaks o agli scandali legati alla pedofilia – osserva la portavoce dello Uaar – hanno contribuito a determinare dei picchi ma il trend che denota la disaffezione alla Chiesa è dato anche da una voglia di recuperare un’identità senza imposizioni. Ecco che dagli esordi con 10-15 mila richieste di sbattezzo si è arrivati oggi a sfiorare la soglia dei 50 mila”. Colpa della “galoppante secolarizzazione”, afferma Paolo Ricca, teologo già docente di Storia della Chiesa alla Facoltà valdese di teologia, autore di tantissime pubblicazione tra cui ‘Dal battesimo allo ‘sbattezzo’: la storia tormentata del battesimo cristiano’.

Il teologo Ricca analizza il fenomeno dello ‘sbattezzo’ con la grande popolarità di papa Francesco. Un controsenso? “La tendenza allo ‘sbattezzo’ e la popolarità del Papa sono fenomeni paralleli anche se non collegati – osserva – Chi si sbattezza esprime una volontà di autonomia che può anche allinearsi con una stima nei confronti del Papa. Il fatto è che la tendenza si spiega con la secolarizzazione delle coscienze per cui se da un lato una decisione tanto importante sull’orientamento religioso può disturbare, dall’altro c’è da denunciare un deficit di informazione sul battesimo. Lo si interpreta come una sorta di ‘arruolamento’ nella Chiesa e allora si dice ‘prendo le distanze'”.

Il teologo auspica un arresto della tendenza, ma ci sarà molto da lavorare. “L’Europa deve tornare a riscoprire le sue radici cristiane. Il Cristianesimo ha avuto un ruolo decisivo. Tutto ciò è nulla? Il rapporto tra Europa e Cristianesimo andrebbe rifondato sulle basi di un cristianesimo integrato nei sistemi di potere. Così si potrebbe riconquistare la sua funzione dall’essere ‘cappellano del potere'”.

Il IX Rapporto sulla secolarizzazione in Italia, curato dalla Fondazione Critica Liberale e dalla Cgil-Nuovi Diritti, aveva evidenziato, accanto al crollo di vocazioni, anche una riduzione del numero di battesimi. Il dossier era basato sugli ultimi dati completi del 2011 ed elaborato incrociando le statistiche di Istat, Cei, Miur, e dell’Annuario Statistico della Chiesa Cattolica.

Ebbene, in base ai dati della Fondazione Critica Liberale e Cgil, sono diminuiti anche i battesimi: passati dagli oltre 515mila del 1991 ai 420.553 del 2011. In base ai dati è sceso anche il numero di prime comunioni e cresime

 

 

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/05/25/boom-sbattezzati-mila-hanno-gia-detto-addio-alla-chiesa_4VblaiJaeafu4IkzWe2vrL.html?refresh_ce

 

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TRE DOMANDE LAICHE AI CANDIDADTI SINDACO DEL COMUNE DI RAVENNA 2016/2021

Ho posto tre domande laiche ai candidati Sindaco del Comune di Ravenna per le amministrative 2016/2021. Per ora solo due hanno risposto: Massimo Alberghini (Lega Nord- FI- FdI- Lista Per Ravenna di Ancisi).

Ecco le domande:
1) Oneri di Urbanizzazione Secondaria (UO2) –
Una recente presa di posizione della Regione Emilia Romagna, ha stabilito che non c’è nessuna obbligatorietà da parte dei Comuni di destinare una quota del 7% a favore della costruzione, manutenzione e ristrutturazione di edifici di culto. (eccezione fatta per la manutenzione e ristrutturazione di edifici di particolare rilevo storico-artistico-culturale).
http://territorio.regione.emilia-romagna.it/…/parere-prot-p…
Cosa pensa di fare la sua Lista ?

2) Assistenza religiosa a pagamento negli Ospedali.
Una convenzione di durata quinquennale (2011-2016) fra Ausl della nostra Provincia e Diocesi territorialmente competenti ,prevede che l’assistenza ai degenti e loro famigliari da parte dei sacerdoti, sia garantita ma con un costo a carico della collettività. I quattro presidi ospedalieri della Provincia (Ravenna-Cervia, Lugo e Faenza) hanno un costo annuo di 136.000 euro, pari a 680.000 euro per i cinque anni. Tutto questo è previsto da una Legge regionale , la n.12 del 10/4/1989, tuttavia il Comune può avere voce in capitolo, facendo parte del Comitato di Gestione.
file:///C:/Users/xxx/Documents/Assistenza%20Religiosa%20ospedali/Assist.Relig.%2010%20aprile%201989%20n.%2012%20E.R..htm
https://www.dropbox.com/…/Convenzioni%2…/AUSL%20Ravenna.pdf…
Alla luce di quanto sopra, chiediamo se sia disponibile a sospendere questi pagamenti che francamente trovo inopportuni. Dov’è la tanto conclamata carità cristiana, che per svolgere un compito facente parte del proprio ministero, chiede soldi in cambio?

3) Convenzioni FISM (Federazione italiana scuole materne)
Finanziamento alle scuole paritarie private , cosa pensa di fare ?

Qui le sue risposte. Si noti che non ha risposto alla domanda sull’assistenza religiosa a pagamento negli ospedali:

Buongiorno,
di seguito le risposte alle domande effettuate :

1)Ritenendo che in un quartiere o paese di qualsiasi Comune italiano la possibilità data ai cittadini di esercitare il credo religioso che professano, senza togliere niente a chi non ne professa alcuno, sia elemento necessario della convivenza civile e della caratterizzazione urbana, tale considerato dalla maggioranza della popolazione fino a prova contraria, ritengo – ferma restando la competenza del consiglio comunale a decidere in proposito – quanto segue:
che sia corretto e doveroso – conformemente al parere a cui la presente domanda rinvia, col link allegato, di cui riproduco il passo finale –riconoscere “la necessità della preventiva approvazione e pubblicazione di atti che predeterminino i criteri e le modalità di riparto dei contributi tra i soggetti esponenziali dei diversi orientamenti confessionali o filosofici presenti nell’ambito comunale, tenendo conto dell’effettiva rappresentatività di tali soggetti esponenziali, nell’ambito della popolazione comunale, in coerenza con i principi costituzionali sull’imparzialità dell’azione amministrativa e sulla libertà di religione”.

2)Il Comune di Ravenna può vantare una copertura pressoché totale delle domande di iscrizione alla scuola materna pubblica o convenzionata grazie ad una rete piuttosto diffusa di scuole private associate alla federazione nazionale FISM e convenzionate col Comune di Ravenna, in grado di offrire un servizio pubblico a tutti gli effetti e di pari qualità educativa. Un bambino che frequenta le scuole materne del Comune costa, a parità di servizio pubblico, oltre cinque volte di più di quanto non ne costi uno che frequenta le scuole convenzionate. In altri Comuni anche della provincia, questo rapporto di costi è meno squilibrato. Se dovesse accogliere centinaia di bambini in più per il venir meno di queste scuole private, che peraltro coprono molte frazioni di campagna prive di scuola pubblica, il bilancio del Comune ne avrebbe un sovraccarico enorme, che non potrebbe sopportare.

Pubblico inoltre le risposte di Raffaella Sutter (Ravenna in Comune) che è una lista civica di sisnistra, sostenuta da Rif.Comunista, SEL. PSI, Verdi, Possibile di Civati.

 

Ecco le risposte

Oneri di urbanizzazione secondaria
La Regione Emilia Romagna ha ritenuto non più applicabili le disposizioni che prevedono che il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati alle chiese ed altri edifici per attività religiosa, quindi non verseremo tali oneri, reinvestendoli sul patrimonio pubblico con priorità per quello scolastico.

Assistenza religiosa a pagamento negli Ospedali
Nell’ambito della competenza di indirizzo politico che spetta al Comune, porremo all’AUSL il tema della revisione della convenzione tra AUSL e Diocesi per la prestazione dell’assistenza religiosa in ospedale che non riteniamo debba gravare sulla spesa pubblica.

Convenzioni FISM
Rivedremo l’attuale sistema di convenzione con le scuole dell’infanzia FISM che già usufruiscono, come paritarie,di contributi statali e regionali, con l’obiettivo di reinvestire le risorse del Comune nel potenziamento delle scuole materne comunali per garantire a tutte le famiglie la possibilità di scegliere una scuola pubblica e laica. Consapevoli tuttavia che attualmente in parte del territorio comunale sono presenti solo scuole FISM, modificheremo la convenzione , collaborando per garantire la qualità pedagogica e l’integrazione nel sistema dei servizi come previsto dalla normativa regionale e dagli accordi Anci-Fism, non intervenendo invece per quanto riguarda le risorse comunali con finanziamenti a pioggia, ma con buoni scuola per singolo bambino frequentante, da erogarsi in base alla situazione reddituale ISEE della famiglia.

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