CHIESA E PEDOFILIA

Nei giorni scorsi, sui nostri media locali,  è stata pubblicata una lettera dei Vescovi dell’Emilia Romagna indirizzata a tutti i sacerdoti delle Diocesi, per invitarli a” pregare, riflettere, digiunare e fare penitenza” al fine di espiare gli abusi sessuali commessi su minori da parte del clero. In essa, condividendo le preoccupazioni del Papa per il crescente fenomeno della pedofilia nella chiesa, i firmatari, fra i quali anche il Vescovo di Ravenna-Cervia Mons. Ghizzoni, esprimono condivisione e dolore per quanto sta accadendo. Grandi proclami di lotta dura contro chiunque copra tali abusi:

«Nessuno deve essere coperto o giustificato, qualsiasi ruolo svolga. Il bene dei minori e dei più deboli deve stare sopra a tutto.

Non una sola parola però,  all’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria,  da parte della Curia a carico di chiunque fosse sospettato o si rendesse colpevole di tali atti.

Tutto ciò è dovuto all’art.7 della Costituzione, il quale riconoscendo i Patti Lateranensi e il Concordato in esso allegato, almeno in Italia consente agli ecclesiastici di NON   essere richiesti da magistrati o da altra autorità e dare informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del sacro ministero”.

Nel 2014 fu istituita apposita Commissione per la Tutela dei Minori da parte di Papa Francesco, ma non risulta abbia ottenuto risultati concreti. Silenzio totale fino a quando dal 2016 fino ai giorni nostri, 3 autorevoli membri di detta Commissione, si sono dimessi per mancanza di concretezza e volontà a perseguire veramente chi si macchiasse di questi riprovevoli reati.

A costoro ho cercato di rispondere con il seguente “Comunicato Stampa”:

Da un articolo comparso su Ravenna & Dintorni del 6/9/2018 a pag.19, apprendo di una  lettera inviata ai preti della  diocesi da parte  dei Vescovi dell’Emilia Romagna, in cui li si invita a digiunare e pregare, in merito alle crescenti preoccupazioni per i casi di pedofilia nella chiesa.

Preoccupazione condivisa dallo stesso Papa Francesco che,  ha nominato un’apposita Commissione pontificia per la Tutela dei minori presieduta dal Card. Sean O’Malley.

Il Vescovo di Ravenna-Cervia, Mons. Ghizzoni è fra i firmatari di questa lettera ed è a capo del gruppo di lavoro che si occupa di prevenzione contro la pedofilia e referente per la Commissione stessa.

Iniziativa meritoria, se fosse veramente concretizzata,  ma il passato, più o meno recente, insinua diverse perplessità.

Questa  Commissione pontificia fu istituita nel 2014 dall’attuale papa con l’intento di risolvere il problema della pedofilia ecclesiastica con azioni da sottoporre ai vertici ecclesiastici e allo stesso pontefice. Sembrava davvero di “voltare pagina” con un coro di consenso pubblico nazionale ed internazionale: “tolleranza zero, giro di vite contro la pedofilia”.

 

Non si è mai avuta nessuna notizia in merito ai lavori di detta Commissione, fino al febbraio 2016 con le dimissioni di Peter Saunders, attivista contro tali abusi ed egli stesso vittima di pedofilia che , protestava contro la nomina del Card.Pell ai vertici del dicastero economico del Vaticano .  Fra l’altro  sotto inchiesta nel suo Paese l’Australia, con accuse di pedofilia.

(http://www.repubblica.it/vaticano/2016/02/06/news/vaticano_commissione_pedofilia_saunders-132841482/)

 

Poi fu la volta di Marie Collins, marzo 2017.  Altra componente di quella Commissione e altra vittima di abusi sessuali.  Si dimise per la mancata collaborazione di alcuni Dicasteri della Curia con la Commissione stessa.( http://www.lastampa.it/2017/03/01/vaticaninsider/ita/vaticano/vaticano-commissione-antiabusi-si-dimette-marie-collins-MMy09RXfloQgwECecgujRK/pagina.html)

 

Infine, febbraio 2018, era la volta di Catherine Bonnet esperta di psichiatria infantile.  Rassegnava le proprie dimissioni per protesta contro la mancanza di volontà da parte dei Vescovi e degli Ordini Superiori Religiosi  di “obbligare a denunciare ogni abuso sui minori” alle Autorità Civili e i loro Tribunali ,come avviene negli Stati Uniti. (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/02/23/vaticano-opaco-sui-preti-pedofili-lultimo-addio-al-pool-anti-abusi22.html)

 

Purtroppo tutto questo non ha sortito nessun cambiamento nei Palazzi Vaticani e ciò in forza del fatto che in Italia la chiesa cattolica, è “un qualcosa di altro” da tutto questo. È un ordine indipendente e sovrano per dettato costituzionale e in forza del Concordato abbiamo da un lato una deroga specifica per gli ecclesiastici, che “non possono essere richiesti da magistrati o da altra autorità e dare informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragione del sacro ministero”, dall’altro il principio che la giustizia civile deve invece, lei sì, “informare immediatamente l’ordinario della diocesi, nel cui territorio egli esercita giurisdizione”.

Perciò ritengo che la lettera inviata ai sacerdoti delle diocesi dell’Emilia Romagna, da parte dei Vescovi,  sia l’ennesimo tentativo di “marketing” per acquisire consenso e credibilità da parte dell’opinione pubblica nei propri confronti. Limitarsi a “pregare, digiunare, fare penitenza e riflessione” non basta. Occorre la volontà di emanare, da parte della Santa Sede, una circolare a tutte le Diocesi italiane in cui si “obbliga la denuncia”  da parte dei Vescovi , nei confronti di sospetti e/o colpevoli di tali reati, alle Autorità competenti.

 

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